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Vertigine parossistica posizionale

Capogiri? Forse è la vertigine parossistica

Le vertigini sono un fenomeno assai comune, che colpisce quasi tutte le fasce d’età, ma si verifica con più frequenza dai 60 anni in poi. I sintomi sono sensazione improvvisa di capogiro, nausea e perdita dell’equilibrio. Una delle forme più diffuse è la vertigine parossistica posizionale.

Viene definita parossistica perchè è caratterizzata dalla comparsa di vertigini improvvise. E viene definita posizionale, perchè si verifica in seguito a determinati movimenti della testa.

Non parliamo di movimenti complicati, ma di situazioni quotidiane in cui tutti noi potremmo trovarci. Ecco perchè la vertigine parossistica posizionale può essere così debilitante. Può colpire quando si alzalo sguardo da un libro o quando semplicemente ci si gira nel letto. Inoltre, spesso possono verificarsi assieme alla vertigine parossistica anche nausea e vomito.

Le cause della vertigine parossistica posizionale

Ciò che provoca  la vertigine parossistica è lo spostamento degli otoliti. Questi sono piccoli frammenti di carbonato di calcio, che in genere non arrecano fastidio. Tuttavia,  potrebbero staccarsi dalla loro sede e finire nei canali dell’orecchio, causando la sensazione di vertigine.

In alcuni casi, gli otoliti si distaccano a seguito di un forte urto, come può essere un trauma cranico dovuto ad un incidente o ad un colpo in testa. In altri casi invece, non si sa come mai di distaccano.

Come curare la vertigine parossistica

È possibile curare la vertigine parossistica attraverso manovre liberatorie eseguite da un medico specialista.

Queste manovre consistono nel far eseguire movimenti della testa e del corpo secondo una ben determinata sequenza, che porta gli otoliti distaccati ad uscire dall’ampolla in cui sono incastrati, liberando così il paziente dal disturbo.

Talvolta potrebbe capitare che queste manovre non diano i risultati sperati, in tal caso sarebbe opportuno fare una visita da uno specialista ed eseguire approfondimenti diagnostici con una video-oculo-nistagmografia ed, eventualmente, un encefalogramma, per escludere altre cause del disturbo.

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